Ancora poche ore ed Oscar Pistorius, l’ormai ex corridore sudafricano, condannato per aver ucciso il 14 febbraio 2013 la fidanzata Reeva Steenkamp, uscirà dal carcere di massima sicurezza di Pretoria. A meno di clamorosi colpi di scena, il prossimo 21 agosto, “Blade Runner”, come era chiamato ai tempi delle corse, dopo dieci mesi trascorsi in cella di isolamento, verrà rilasciato per buona condotta e proseguirà a scontare i restanti 4 anni e due mesi di condanna per omicidio colposo ai domiciliari.
Una decisione che, soprattutto in rete, fa già molto discutere. “È una vergogna”. “Come è possibile che un omicida stia in carcere solo 304 giorni?” Risposte fornite dall’ordinamento penale sudafricano che prevede, per condanne non superiori a 5 anni, di poter scontare la pena ai domiciliari in caso di buona condotta dopo che sia stata scontata un decimo della condanna.
L’ultimo week end in cella, dunque, per Pistorius che, da venerdì prossimo, tornerà nella villa a 24 stanze dello zio Arnold, dove ha vissuto dal giorno dell’omicidio fino al giorno dell’ingresso in carcere. Quasi sicuramente all’ex corridore verrà applicato un braccialetto elettronico per monitorare i suoi spostamenti, dato che, almeno ufficialmente, il 28enne sudafricano non dovrebbe lasciare l’abitazione. Ma anche su questo è già polemica. Secondo i critici, infatti, la disabilità di Pistorius, privo di gambe dalla nascita, creerebbe problemi nell’applicazione del tag elettronico che, speso avviene intorno alla caviglia del condannato.
“Dieci mesi non è abbastanza” – ha commentato June Steenkamp, la mamma di Reeva alla stampa sudafricana – “quello che ha fatto a mia figlia è disgustoso e non penso sia una buona idea farlo rientrare così in fretta in società”. Nessuna dichiarazione, invece, dalla famiglia Pistorius.
Non è ancora chiaro se, durante i domiciliari, il 28enne sudafricano svolgerà anche lavori sociali, ad esempio con i bambini come da lui richiesto, o meno. Quello che è certo, invece, è che i patemi di “Blade Runner” non sono affatto finiti. A novembre, infatti, inizierà il processo d’appello, in cui il temibile Pm Gerrie Nel cercherà, con buone possibilità, di ribaltare la sentenza di primo grado e sbattere Pistorius nuovamente in cella. Se così fosse l’ex corridore rischia fino a 15 anni.
Fonte: lastampa.it
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