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lunedì 24 agosto 2015

La crisi cinese scatena il panico sui mercati: Milano -6%, sprofondano Asia e Wall Street

La crisi cinese scatena il panico sui mercati: Milano -6%, sprofondano Asia e Wall Street

Pechino non riesce ad arginare le vendite, scattate in seguito alla preoccupazione per il rallentamento economico cinese. Europa e Usa in picchiata, Milano arriva a -7% poi chiude a -5,96%. Male anche l'Asia: Tokyo -4,6%, Shanghai -8,5%: non si vedeva dal 2007. A picco il prezzo del petrolio, mentre volano euro e yen.

MILANO - La grande correzione scatenata dai timori sulla Cina, dove è esplosala bolla finanziaria e l'economia reale dà pericolosi segni di rallentamento, diventa una vera e propria tempesta sui mercati in quest'apertura di settimana. I listini europei chiudono in rosso profondo con la peggior seduta borsistica dal 2008. L'indice Dj Stoxx Europe 600 affonda di oltre 7 punti percentuali, salvo poi risalire leggermente a -5%, mentre il paniere Eurofirst 300 perde 400 miliardi di capitalizzazione. La paura per l'economia cinese, le turbolenze sui mercati emergenti e il crollo delle materie prime scatenano il panico sui listini del Vecchio Continente: Milano arriva a perdere oltre sette punti percentuali e metà del listino di Piazza Affari viene sospesa, poi il Ftse Mib chiude a -5,96% a 20.450 punti. Per trovare una simile débacle bisogna tornare all'agosto del 2011, la calda estate dello spread impazzito. Forti ribassi anche sugli altri listini:Londra chiude a -4,67%, Francoforte a -4,7% e Parigi a -5,35%. Atenetermina in rosso del 10,5% ai minimi da tre anni.

Dopo un timido recupero a metà mattinata, l'avvicinarsi dell'apertura di Wall Street ha fatto di nuovo precipitare i listini. La Borsa Usa ha avviato gli scambi con perdite record, per ritrovare le quali bisogna tornare alla bancarotta di Lehman Brothers. Quando i listini Ue serrano i battenti, il Dow Jones e lo S&P500 recuperano qualcosa con un -2,9% e il Nasdaq si porta a -2,7% (la mappa dei mercati). Ad anticipare la fase di tensione, il balzo del 46,45% del Vix di venerdì scorso: l'indice che misura la volatilità dei mercati ed è diventato noto all'apice della crisi come "l'indice della paura" ha messo a segno il quinto maggiore rialzo giornaliero della storia, ma nell'ultima settimana ha registrato un record con un +118,47%.

Già in mattinata tutti i mercati asiatici hanno trattato in territorio ampiamente negativo. A nulla sono valsi, fino a questo momento, i tentativi di Pechino di invertire la tendenza, permettendo ai fondi pensione degli enti locali di investire sul fronte azionario. Secondo i calcoli di Bloomberg, da quando Pechino ha svalutato lo yuan si sono persi più di 5mila miliardi di dollari di capitalizzazione azionaria in giro per il mondo. Gli analisti puntano il dito contro le autorità del colosso asiatico, accusate fin qui di aver agito in modo frammentato, nell'incapacità di infondere sicurezze agli investitori. La Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (Ndrc), la principale agenzia per la pianificazione economica della Cina, ha confermato comunque i target di crescita per il 2015 e quindi anche l'obiettivo di una crescita del Pil del 7% quest'anno, nonostante le "crescenti pressioni al ribasso".

La Borsa cinese ha intanto archiviato la peggior seduta dal febbraio 2007, con l'indice di Shanghai che ha chiuso a -8,49% (dopo aver superato il -9% durante la seduta) e ha di fatto eroso tutti i guadagni della grande cavalcata di inizio anno. Le valutazioni delle società quotate restano però altissime: per Bloombergvenerdì scorso erano a una mediana di 61 volte gli utili stimati, contro le 19 volte dello S&P500. Crollo simile per Shenzhen (-7,83%), mentre la Borsa di Tokyoha terminato le contrattazioni in calo del 4,61%, ai minimi da circa sei mesi sotto il peso dello yen rafforzato. Hong Kong ha limato il 5,2%, Sydney ha perso il 4,3% e nella Corea del Sud, particolarmente esposta al rallentamento dell'economia cinese, l'indice Kospi ha ceduto due punti percentuali e mezzo. Anche la Borsa indiana di Mumbai ha registrato il peggiore esordio mattutino dell'anno, con l'indice Sensex dei 30 migliori titoli che poi si è confermato in caduta di quasi quattro punti percentuali. La rupia sul mercato valutario viene venduta a piene mani e ha toccato un nuovo minimo da due anni, a 66,49 per dollaro. A Taiwan, -4,8% ai minimi da tre anni, il governo non ha escluso di creare un fondo speciale per l'acquisto di azioni. L'indice di riferimento della regione, l'Asia Pacific Index, è arrivato a perdere il 4,9% - il peggior calo da agosto 2011.

"Probabilmente le cose peggioreranno prima di migliorare", fotografa Nader Naeimi a Bloomberg. "Servirebbero davvero degli aiuti monetari più forti in Cina e una maggiore chiarezza circa la Fed". Il riferimento è alle decisioni della Banca centrale Usa, che potrebbe evitare il rialzo dei tassi d'interesse - pronosticato per settembre - visto il clima globale d'incertezza. Proprio il non sapere cosa accadrà del costo del denaro negli Usa aggiunge tensione agli investitori, che più d'ogni cosa non apprezzano giocare allo scuro.

A picco anche il prezzo del petrolio: aggiorna a New York i minimi degli ultimi sei anni e mezzo. Alla chiusura dei mercati Ue, le quotazioni perdono del Wti perdono oltre 3 punti percentuali in area 39 dollari al barile. Ancora più accentuata la flessione del Brent. che scivola ampiamente sotto 44 dollari. Anche in questo caso, bisogna tornare al 2009 per vedere il Brent sotto quota 45 dollari al barile. Oltre alla crisi cinese, sul petrolio incide anche la preoccupazione per l'aumento della produzione iraniana, in un momento di domanda debole. Andamento opposto per l'oro, che torna ad essere il bene rifugio: il metallo giallo è stato risparmiato dal crollo del prezzo delle materie prime, ai minimi dal 1999, e il lingotto riesce a tenere la soglia di 1.159 dollari l'oncia.

Il crollo dei listini asiatici fa volare l'euro e anche lo yen, cioè le monete considerate beni rifugio: la divisa unica chiude in forte rialzo a 1,1583 dollari, ai massimi da sette mesi, dopo aver toccato un picco di seduta di 1,1711 dollari. Il biglietto verde affonda ai minimi dall'inizio dell'anno anche rispetto alla divisa nipponica, a quota 118,42 yen. La moneta giapponese si rafforza anche sull'euro a 137,17. Il dollaro australiano, spesso considerato una sorta di braccio della liquidità cinese scende ai minimi da sei anni a 0,7201 sul biglietto verde. Continua il deprezzamento del rublo: ne servono più di 80 per acquistare un euro. Si registrano poche tensioni sullo spread, mentre


si guarda alle elezioni anticipate in Grecia. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza in area 135 punti base, con il rendimento del decennale italiano che si attesta poco sotto l'1,9%.

Fonte:   repubblica.it

Marò, il primo verdetto del Tribunale internazionale: "Italia e India sospendano procedure"


AMBURGO -  Il Tribunale del Mare di Amburgo ha chiesto a Italia e India che sospendano "altre procedure in corso" sul caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Dopo due mesi è arrivato dunque il primo verdetto dell'arbitrato internazionale chiesto dall'Italia sul caso dei due fucilieri di Marina ritenuti responsabili dell'uccisione di due pescatori indiani al largo delle coste dello Stato indiano del Kerala nel febbraio.  2012.

La decisone del Tribunale del Mare è stata presa con 15 voti a favore contro 6. Il presidente del Tribunale si è espresso a favore. La motivazione della decisione risiede nella necessità di preservare i diritti delle parti. Entro il 28 settembre Roma e New Delhi dovranno presentare un rapporto di ottemperanza con le misure previste"
DOSSIER - LO SCONTRO ITALIA - INDIA
L'Italia aveva chiesto che Salvatore Girone, ora in India, possa rientrare in Italia e che Massimiliano Latorre, attualmente in convalescenza a casa dopo il malore accusato in India, possa restarvi per tutto il tempo del procedimento arbitrale e che l'India cessi di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso.
Grande attenzione in India per il verdetto di Amburgo: quattro delle cinque tv 'all news' indiane hanno seguito in diretta la lettura della sentenza del Tribunale per il diritto del mare di Amburgo. Times Now, Ndtv, India Today e XNews hanno interrotto i loro programmi per la diretta dalla Germania.
Fonte:  repubblica.it

Fanny Neguesha cambia maglia e… fidanzato: addio Mario Balotelli, ora sta con un asso senegalese

Instagram

Fanny Neguesha cambia maglia e… fidanzato: addio Mario Balotelli, ora sta con Cheikhou Kouyaté, che di super Mario è una specie di sosia, cresta compresa (anche se ora se la sono tagliata entrambi: Balo per compiacere Berlusconi). 

MARIO ROSSONERO, FANNY LONDINESE - E mentre Balotelli sta per fare il viaggio Inghilterra-Milano (sono fissate per domani le visite mediche con il Milan), Fanny vorrebbe fare il percorso inverso: trasferirsi in pianta stabile a Londra, dove gioca – nel West Ham – il suo Cheikhou, professione centrocampista difensivo. Per ora, Fanny fa avanti indietro.
COMPLICI NEL… CRIMINE - Anche se, sul suo profilo Instagram, la Neguesha finge di tenere il freno a mano tirato: pubblica una sua foto con la maglia degli Hammers, soprannome del West Ham, e l’immagine di un dolce per Kouyaté, ma non si sbilancia nella didascalia. “Best friends for life”, scrive infatti: migliori amici per l’eternità. Kouyaté è invece un po’ più esplicito: partners in crime, ovvero complici nel delitto, scrive a commento di una foto che lo ritrae con Fanny. E aggiunge: “Ti aspetto”.
Fonte:  oggi.it

Roma, non lo invitano alla festa nel campo nomadi e lui si vendica a bastonate

Non lo invitano alla festa al campo rom lui la interrompe a bastonate ferite tre ragazze, una è incinta

Non viene invitato a una festa nel campo nomadi. E così la interrompe a suon di bastonate, ferendo anche una donna incinta.

La lite fra nomadi è finita con l'arresto dell'aggressore, un 43enne già ai domiciliari. Ieri sera, nel campo nomadi di via dell'Arco di Travertino, l'uomo ha interrotto con violenza la festa di alcuni parenti: brandendo un bastone, ha colpito diverse persone prima di essere messo in fuga dagli altri nomadi.
Tre ragazze, di cui una in gravidanza, sono dovute ricorrere alle cure del pronto soccorso; la più grave ne avrà per almeno 30 giorni. Gli agenti della Polizia di Stato, subito intervenuti, dopo aver raccolto tutti gli elementi ed identificato l'aggressore, lo hanno dichiarato in arresto per rispondere del reato di lesioni gravi. L'arrestato era stato rintracciato dagli Agenti del Commissariato Appio mentre si auto medicava le ferite riportate nel corso dell'aggressione. Per sminuire l'accaduto ed evitare la nuova misura cautelare, aveva raccontato ai poliziotti di essere scivolato nel cortile.
La sua ricostruzione dei fatti, però, non ha convinto gli investigatori. Dai primi accertamenti effettuati, sembra che a scatenare la furia dell'uomo sia stato il mancato invito alla festa in corso. Alla fine, di fronte all'evidenza dei fatti, l'uomo ha accettato il suo destino e si è fatto curare presso l'ospedale S. Giovanni.
Fonte:  ilmessaggero.it

Delusione d'amore, 29enne fuori di sé fa a pezzi l'imbarcadero

Delusione d'amore, 29enne fuori di sé devasta l'imbarcadero dei vaporetti

VENEZIA - Ha distrutto un imbarcadero dei vaporetti, danneggiato tutto quello che gli è capitato a tiro, lanciato pietre e, non contento, ha preso a calci lo sportello per l'obliterazione dei biglietti. Il tutto per una delusione amorosa. È la versione dell'accaduto fornita alla Polizia da un ragazzo di 29 anni sorpreso la notte scorsa a fare a pezzi l'approdo delle Zattere, a Venezia.

Agli agenti il giovane, residente nel capoluogo lagunare, è apparso in stato confusionale e privo di documenti. Dalle verifiche successive si è scoperto che aveva danneggiato una telecamera, i tornelli, due lettori digitali per gli abbonamenti, i neon per l'illuminazione e la macchinetta dei biglietti.

Sono stati i genitori del ragazzo a ricondurre le devastazioni ad una recente delusione amorosa sfociata in uno stato depressivo. L'uomo è stato indagato per danneggiamento aggravato.
Fonte:  ilgazzettino.it

L’Agenzia muove guerra alle sagre

L’Agenzia muove guerra alle sagre

L'Agenzia delle Entrate muove guerra alle false associazioni non profit. Nel caso specifico delle sagre ferraresi, il non profit si è trasformato in vera e propria attività commerciale, che ha viziato le regole della concorrenza e evaso le regole fiscali. Le multe? Dai 2 ai 180 mila euro, con casi in cui, per ripagare l'intero debito, potrebbero essere necessari oltre due anni di attività. Tali condotte, che hanno interessato anche associazioni sportive a pro loco, violano non solo i presupposti dell'attività senza scopo di lucro, ma penalizzano anche chi opera correttamente sul mercato.

E' arrivata dall'Agenzia delle Entrate dell'Emilia Romagna la risposta alle proteste ferraresi scatenatesi sul web relative alle contestazioni fiscali mosse alle sagre locali (rinomate per la gastronomia) e agli enti non commerciali. «L'azione dell'Agenzia delle Entrate» ha argomentato l'amministrazione finanziaria «non è volta certo a penalizzare l'attività delle associazioni che operano genuinamente nel cosiddetto terzo settore, ma a individuare e contrastare le condotte di chi utilizza indebitamente lo schermo del non profit per svolgere vere e proprie attività commerciali, a danno di chi opera correttamente». Le verifiche non profit hanno riguardato quei soggetti che, da selezione preventiva tenuta dalla Direzione provinciale, sono rientrati nella categoria di coloro "a più alto profilo di rischio fiscale". L'Agenzia, nel contrastare il disappunto ferrarese sorto in seguito alle salate multe inferte, ha precisato che le cifre riportate in taluni articoli, oltre ad essere in alcuni casi imprecise, «non distinguono la quota di imposte accertate (il grosso del totale) da quella, generalmente modesta, delle sanzioni». Riguardo al periodo di analisi, inoltre, gli accertamenti oggetto del dibattito sono stati condotti tra il 2012 e il 2014, vale a dire un arco temporale né troppo vicino al presente, né troppo breve da generare fraintendimenti o sovraletture, escludendo quasi totalmente l'analisi sulle condotte del 2015. Commentando infine la protesta di coloro che hanno sostenuto l'eccessiva penalizzazione legata alle multe impartite, le Entrate hanno ricordato che su un totale di 11.837 contribuenti appartenenti alla categoria, i controlli sono ricaduti su un totale di 60, vale a dire sullo 0,51% dei casi.
Fonte:   italiaoggi.it

Inter-Perisic, ballano 2 mln Borini è il colpo last minute

Fabio Borini, 24 anni. Afp

Si sa: se serve, l'Inter è pronta a salire su un aereo oggi direzione Wolfsburg. Se serve, perché l'operazione Perisic potrebbe concludersi anche in maniera telematica, un po' come è successo per l'uscita di Kovacic. La formula per l'ala del Wolfsburg è sempre la stessa: 8 milioni di prestito oneroso, 12 di acquisto obbligatorio che scatterebbe alla decima presenza. Tramite l'intermediario che è in Germania da sabato, l'Inter ha continuato a tessere la propria trattativa e la distanza - al momento - sarebbe di circa 2 milioni di euro. Mancini preme e insiste, un attaccante è necessario perché anche ieri il nuovo capitano Icardi ha avuto un piccolo fastidio muscolare.

DOPPIO COLPO — In casa Inter una certezza c'è: arriveranno due attaccanti, e nella super lista ci sono sempre Perotti (per il quale potrebbe essere inserito Nagatomo, mentre a Genova parlano di rinnovo in questa settimana), Lavezzi, Borini, Ljajic ed Eder. Sul Pochola situazione resta la solita scalata all'Izoard: costa 11 milioni, guadagna 4,5 e Blanc lo sta considerando molto. Su Ljajic ci potrebbe essere uno scambio con Juan Jesus mentre per Borini (che avrebbe confidato ad amici l'imminente arrivo a Milano) l'attualità dice quanto segue: l'italiano ha molte piste aperte, il Liverpool vuole 8 milioni di sterline, l'Inter lo tiene sempre nel radar come situazione dell'ultima ora. Attenzione sempre alla pista napoletana: Gabbiadini è richiestissimo da Mancini, visto che Mertens pare bloccato e Callejon chissà. Da tenere vivo Eder: non dispiace affatto.
Fonte:   gazzetta.it

C'è l'accordo, Balotelli è del Milan

C'è l'accordo, Balotelli è del Milan

Mario Balotelli è un giocatore del Milan. I rossoneri e il Liverpool hanno trovato l'accordo per il ritorno dell'attaccante bresciano in Italia dopo una stagione da incubo nei Reds. SuperMario, che martedì sarà a Milanello per le visite mediche di rito e la firma del contratto, sbarca a Milano con la formula del prestito gratuito con diritto di riscatto, e non obbligo, a favore dei rossoneri ancora da quantificare (si parla di una somma di 10 milioni di euro). Il Milan pagherà la metà dello stipendio del giocatore, 3 milioni di euro circa, mentre l'altro 50% sarà pagato dagli inglesi, che non vedono l'ora di disfarsi dell'ex azzurro. Balotelli potrebbe già debuttare sabato contro l'Empoli, Mihajlovic lo valuterà in allenamento. Intanto fioccano le reazioni dal mondo Milan, Boban ha bollato il ritorno come "assurdo". E intanto Fanny molla definitivamente Balo. 

Fonte:  sportal.it

Patente, come controllare il "saldo" e recuperare i punti


Hai commesso un'infrazione stradale e non sai come controllare il saldo punti della patente? Niente paura. Puoi verificarlo in tempo reale presso l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida attraverso il portale dell'automobilista, il sito online attivato dal Ministero dei Trasporti. Per usufruire del servizio è necessario iscriversi al portale e seguire le istruzioni presenti sulla home page. In alternativa è possibile telefonare, da rete fissa, il numero 848782782 al costo di una chiamata urbana secondo le tariffe del proprio gestore telefonico. 

Come si recuperano i punti
Se desideri recuperare i punti persi devi frequentare dei corsi specifici, con obbligo di esame finale, presso la scuola guida o presso gli altri soggetti autorizzati dal Ministero dei Trasporti. La mancanza di decurtazioni dei punti, per un periodo di due anni consecutivi, determina la nuova attribuzione del completo punteggio iniziale.  Per i titolari di patente che per almeno due anni hanno mantenuto i 20 punti è previsto l'accreditamento di 2 punti fino a raggiungere il tetto massimo di 30. Dal 13 agosto 2010, per chi ha la patente da meno di tre anni, è stato introdotto un ulteriore meccanismo premiale: nel caso in cui non vengano commesse infrazioni con decurtazione di punti verrà attribuito un punto ogni anno, fino ad un massimo di tre.

Fonte:  agronline.it

Al GF vip Bobo Vieri e Sarkozy Jr Tale e quale, via De Sica per Brignano

Al Grande Fratello arrivano Bobo Vieri e Sarkozy Jr Tale e quale, novità Brignano

MILANO – Due indiscrezioni per il nuovo palinsesto televisivo, pronta a riprendere dopo la lunga pausa estiva. Una riguarda il Grande Fratello edizione Vip: “Due i nomi che circolano in queste ore a Cologno Monzese per la prossima edizione del “Grande Fratello Vip” – fa sapere il sito “Dagosdpia” nella rubrica “Milanospia” di Alberto Dandolo - Il primo è quello del prezzemolino Bobo Vieri e l’altro quello di Pierre Sarkozy, il figlio bonazzo dell’ex primo ministro francese Nicolas che di lavoro fa il dj”.

L’altra invece la giurai di “Tale e quale”: “Nei corridoi di Corso Sempione si dice che Carlo Conti voglia sostituire il transfuga Christian De Sica nella giuria di “Tale e quale show” con il comico Enrico Brignano. Ce la farà? Chi vivrà vedrà”.
Fonte:  corriereadriatico.it

Lutto per Francesco Facchinetti

Francesco Facchinetti

Francesco Facchinetti piange la morte dell'adorata nonna Angelica, venuta a mancare domenica scorsa.

Il giudice di 'The Voice' ha così scelto di offrirle un commosso tributo su Instagram affemando che, qualora potesse,"riporterebbe in vita i suoi nonni."
"Se potessi riporterei in vita i miei nonni - ha scritto sul social - Domenica scorsa, nonna Angelica, ha deciso che era ora di abbracciarci per l'ultima volta. Ne sono consapevole: la vita ha le sue curve a gomito; ma da queste è difficile uscirne indenni. Ho sempre sofferto in silenzio, e farò così anche questa volta. Ciao nonna, ti ho amato ma mai tanto quanto tu hai amato me. Grazie per avermi reso un uomo migliore."
Il compito di supportare Francesco in questo momento triste della sua vita spetta adesso a Wilma, la donna che ha sposato e che gli ha regalato il suo secondogenito Leone.
A proposito della modella brasiliana, l'ex-Capitan Uncino, padre anche di Mia, nata dalla relazione con l'ex Alessia Marcuzzi, recentemente dichiarava: "L'intesa è perfetta. Non avremmo fatto figli a caso, non ci sposiamo per gioco. Dopo la nascita di Leone era giusto concludere il ciclo del vero amore con le firme in comune e le nozze".
Fonte:   bangshowbiz.com

domenica 23 agosto 2015

Matteo Messina Denaro, procura svizzera indaga sui soldi del boss nelle banche

Matteo Messina Denaro, procura svizzera indaga sui soldi del boss nelle banche

La notizia confermata dal Ministero pubblico Walburga Bur. I magistrati hanno già esaminato documenti bancari, disposto due perquisizioni e interrogato una persona. L'ipotesi è che il latitante trapanese abbia trasferito milioni di euro nelle casseforti della Confederazione.
Anche la Svizzera indaga su Matteo Messina Denaro, l’ultimo grande latitante di Cosa nostra. La Procura elvetica ha avviato “un proprio procedimento penale” nei confronti del capo mafioso trapanese, con l’ipotesi che abbia nascosto milioni di euro su conti di banche della Confederazione. La notizia, ripresa dall’agenzia di stampa svizzera Ats dalla “SonntagsZeitung”, è stata confermata dalla portavoce del Ministero pubblico della Confederazione, Walburga Bur.

Il pubblico ministero della Confederazione lavora nell’ambito dell’assistenza giudiziaria con gli inquirenti antimafia di Palermo in un gruppo comune. La procura ha esaminato documenti bancari, proceduto a due perquisizioni domiciliari e compiuto un interrogatorio, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
Non è la prima volta che le investigazioni sul boss 53enne, latitante dal 1993, toccano la Svizzera. Nel 2013 un sequestro da 38 milioni di euro ha colpito tra gli altri Filippo Greco, imprenditore edile originario di Campobello di Mazara ma da anni trasferitosi a Gallarate in provincia di Varese, risultato in contatto con Franco Luppino, braccio destro del boss.Secondo gli inquirenti, Greco aveva aperto conti cifrati nella Confederazione.
Fonte:  ilfattoquotidiano.it

Casamonica, né armi né accuse di mafia. Ma capacità di intimidire. Il vigile: “Intervento sul funerale? Pericoloso”

Casamonica, né armi né accuse di mafia. Ma capacità di intimidire. Il vigile: “Intervento sul funerale? Pericoloso”

Lo sfogo sulle colonne del Messaggero di uno degli agenti presenti alle esequie show di Vittorio Casamonica: "Quando operiamo dobbiamo pensare anche alla sicurezza personale. Se si parla di mafia e camorra non è un gioco". La famiglia non ama usare le armi per i propri business, ma la violenza ha permesso al clan di scalare le vette della criminalità romana e mantenere il proprio prestigio. L'ultima aggressione contro una troupe Rai.
“Ma voi siete mai andati a fare un’operazione nelle zone deiCasamonica?”. I vigili urbani di Roma si difendono dall’accusa di aver “protetto” il funerale da padrino di Vittorio Casamonica. Dalle colonne del Messaggero parla uno dei dieci agenti che era in servizio giovedì mattina durante le esequie show del capo clan: tra petali di rosa lanciati dall’elicottero, manifesti inneggianti al “Re di Roma” e orchestra che intonava la musica di Nino Rota. Il poliziotto non si sofferma sui permessi, le autorizzazioni, le polemiche sui mancati controlli che sono al centro dello scaricabarile tra questura, prefettura e Comune. Parla da chi lavora sul campo ed è costretto a fare i conti anche con la paura. Perché che aria tirasse davanti alla chiesa Don Bosco si era capito subito. Non solo folklore e cattivo gusto – come hanno sostenuto diversi commentatori in questi giorni – ma anche minacce.

Alcuni residenti dell’Anagnina hanno raccontato che i parenti del capofamiglia hanno intimidito la polizia locale, costretta ad assistere impotente al corteo di suv e motorini: “Qui ci pensiamo noi”. Messaggio chiaro. Ancora più esplicita la violenza di oggi contro la troupe del programma di Rai 3 Agorà: un cameraman spintonato e ferito perché effettuava delle riprese in via del Quadraro, dove abitano esponenti della famiglia, due di loro sono stati arrestati. Stesse scene viste 24 ore prima all’eliporto di Terzigno, in provincia di Napoli, dove alcuni individui hanno minacciato di morte il videomaker del sito Fanpage.it che ha scoperto la pista da cui si è levato in volo l’elicottero che ha lanciato petali sul corteo funebre.
“Avevamo paura? Noi quando operiamo dobbiamo pensare a tante cose. Anche alla nostra sicurezza personale”, si sfoga il vigile. “Voi la fate tanto facile a parlare, ma vi rendete conto che quando si parla di mafiacamorra non è un gioco”. Nessun tribunale ha mai affibbiato una condanna per mafia ai Casamonica, ma il clan sinti non usa i guanti di velluto quando si tratta di risolvere i problemi o c’è da convincere qualcuno a pagare. Nessuno tra i 1000/1500 esponenti dei vari nuclei familiari che compongono il clan (De Rosa, Di Guglielmo, Spinelli, La Rocca, Cesa e Spada) ha mai subito una condanna peromicidio e loro stessi lo rivendicano con orgoglio, quasi come ostentano la loro ricchezza pacchiana. Ma, fa capire il vigile nel suo sfogo, intimidazione e condizionamento della vita pubblica possono esistere anche senza il marchio ufficiale del 416bis e delle organizzazioni mafiose storiche.
D’altronde l’ascesa criminale dei Casamonica è avvenuta nonostante l’assenza di quarti di nobiltà mafiosa. La scalata iniziata negli anni Settanta li ha portati dall’Abruzzo fino al dominio sulle borgate meridionali capitoline della Romanina, della Anagnina e di Porta Furba. Gli esponenti della famiglia sono riusciti a tenere testa al clan dei marsigliesi che con le “Tre B” (Bergamelli, Bellicini e Berenguer) faceva piazza pulita dei vecchi capi della mala romana, e ai “ragazzi di malavita” della Magliana che di lì a qualche anno sarebbero diventati i padroni di Roma, oltre che al clan di camorra dei Senese e di ‘ndrangheta dei Piromalli, dei Molé e degli Alvaro. I Casamonica parlano con tutti e vengono rispettati da tutti. E nel giro di 40 anni diventano l’organizzazione criminale più radicata del Lazio. Senza essere considerati mafiosi, appunto, almeno a livello giudiziario. Droga, estorsioni, usura: questi i business principali. Gestiti senza mai sparare un colpo. E che valgono – secondo un rapporto della Dia riportato da Repubblica – un patrimonio da 90 milioni di euro.
I Casamonica non amano le armi. Non si tirano mai indietro però quando c’è da menare le mani per difendere gli affari. O per rimarcare il proprio potere sul territorio, anche per questioni banali: fidanzati di sorelle o figlie poco graditi o un marmista iraniano che pretende di essere pagato, come ricostruisceRepubblica. O – ultimo episodio in ordine di tempo – l’aggressione in via Quadraro di oggi a Roma contro i giornalisti di Agorà che sono “stati circondati da una decina di persone”. “Un uomo mi ha minacciato di morte dicendomi ripetutamente ‘ti ammazzo se non mi dai la telecamera'”, ha raccontato l’inviato Alfonso Iuliano, che ha conosciuto personalmente i “metodi” Casamonica.
Come sia stato possibile assistere allo spettacolo di giovedì, lo spiega in parte un altro vigile con una lettera pubblicata sul blog del sindacato Sulpl: “Ci siamo barcamenati nel chiudere i vari incroci presenti sul percorso delle 200 e più macchine. Abbiamo incanalato il corteo fino a piazza Don Bosco, cercando di creare il minimo disagio possibile, C’erano moto e scooter tutte con conducenti senza casco, ma non potevamo opporci a questo, per ovvi motivi“.
Fonte:   ilfattoquotidiano.it

Ndrangheta, inchiesta Aemilia: 23 avvisi di chiusura indagini. C’è anche il boss Nicolino Grande Aracri

‘Ndrangheta, inchiesta Aemilia: 23 avvisi di chiusura indagini. C’è anche il boss Nicolino Grande Aracri

Si tratta del troncone bis dell'operazione, che si è concentrato sull'aspetto economico e, in particolare, sulle intestazioni fittizie delle società per evitare di ricondurre la proprietà a componenti della cosca, oltre alle false fatturazioni.
Avviso di chiusura indagini per 23 indagati del secondo troncone dell’operazione Aemilia, l’inchiesta della procura antimafiadi Bologna sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese tra Emilia Romagna e Lombardia.

Questo filone d’indagine il 16 luglio aveva portato all’applicazione di nove misure cautelari, dopo i 117 arresti di fine gennaio che avevano colpito la ‘Ndrangheta imprenditrice’ e i suoi presunti legami politici ed economici sul territorio. In sostanza, si è concentrato sull’aspetto economico e, in particolare, sulle intestazioni fittizie delle società per evitare di ricondurre la proprietà a componenti della cosca, oltre alle false fatturazioni.
L’avviso, firmato dal procuratore aggiunto Valter Giovanninie dal pm Beatrice Ronchi, è arrivato – riferiscono alcuni media – a 23 indagatiSi tratta del boss Nicolino Grande Aracri, Alfonso Diletto, ritenuto un elemento importante della cosca soprattutto per la gestione degli affari, la figlia Jessica Diletto, Michele, Domenico e Catiana Bolognino, poi l’imprenditore Giovanni Vecchio, il figlio Silvano, Patrizia eAlfonso Patricelli, oltre a Francesco e Vincenzo Salvatore Spagnolo, Bruno Milazzo, Francesco, Antonio Muto,Emanuela Morini, Ibrahim Ahmed Abdelgawad, Abdellatif El Fatachi, Mihai Vrabie, Antonio Petrone, Gennaro Gerace,Loris Tonelli, Gianluigi Sarcone.
Fonte:  ilfattoquotidiano.it
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